immagine non displonibile
21/09/2010

Il Rwanda

E' un piccolissimo paese nel centro dell'Africa. E' grande come la toscana. Il suo clima è buono perché il suo territorio è costituito da un altopiano di 1500 - 2000 MT. di altezza La temperatura è di 25° - 30°C  costante per tutto l'anno: il Rwanda si trova all'equatore e lì non esistono le stagioni.

L'anno è scandito da periodi secchi alternati a periodi piovosi ma la temperatura rimane sempre costante come pure la durata della giornata. Il sole sorge alle 6.00 e tramonta alle 18.00 per tutto l'anno.

La vita quotidiana in Rwanda e in gran parte dell'Africa si svolge durante il giorno dal momento che nella maggior parte del Rwanda non c'è la corrente elettrica.
La rarità dell'energia elettrica fa si che in Rwanda le attività lavorative siano quasi tutte di tipo agricolo o manuale. Le fabbriche o i laboratori artigianali come le falegnamerie o la lavorazione del ferro sono pochi e l'unica attività a cui la maggior parte dei Rwandesi può accedere è quella agricola. Purtroppo il Rwanda è piccolo e densamente abitato e quindi la terra a disposizione di ogni famiglia è poca, anche se molto fertile. Questo fa si che ci sia una povertà diffusa. Secondo gli organismi mondiali che studiano i problemi dell'Africa una persona si dice povera quando non riesce a guadagnare almeno un dollaro al giorno (circa 2000 £.). In Rwanda sono molti i poveri che non arrivano a guadagnare nemmeno 2000£ al giorno: il 93% della popolazione.

Una famiglia in questo piccolo paese africano deve ogni giorno fare i conti con moltissimi problemi: una forte pioggia che compromette il raccolto, una malattia improvvisa come la malaria, o come una comune bronchite che in Europa viene curata facilmente ma in Africa è fonte di problemi, anche perché gli antibiotici hanno costi superiori alla portata delle tasche Rwandesi. In Rwanda diventare poveri è molto facile.

La giornata di un Rwandese si svolge in gran parte all'aperto visto che la temperatura è sempre l'ideale per stare all'esterno. La casa serve in genere per dormire e per ripararsi quando piove. Per questo le case non sono molto grandi. Per un europeo la casa è fondamentale: d'inverno ci ripara dal freddo e in estate ci ripara dal caldo. Viviamo in edifici chiusi gran parte della nostra giornata ed abbiamo dotato le nostre case di ogni conforto.

Ebbene le case Rwandesi sono molto lontane dall'assomigliare alle nostre, sono fatte di blocchi di fango fatti seccare al sole ed usati come mattoni, chi ha qualche soldo in più applica alle pareti esterne un po' di cemento per preservarla dalla corrosione della pioggia. Per questo quando si entra in una di queste case che all'apparenza esterna sembrano quasi come le nostre si rimane piuttosto colpiti nel trovarsi in una stanza fatta di terra. Le finestre sono sempre molto piccole e all'interno si sta sempre al buio.

L'arredamento quasi sempre manca, ci sono le stuoie al posto del letto, mancano il tavolo e le sedie  e le stoviglie consistono in un  pentolone dove viene preparato un minestrone di verdure miste con il riso, piuttosto denso in modo che si possa mangiare con le mani, ed alcune ciotole. Nelle case non c'è acqua potabile, anzi non c'è proprio acqua e le famiglie devono rifornirsi dalle sorgenti o direttamente dai fiumi. Viaggiando per il Rwanda è facile vedere i bambini lungo i fiumi che vanno con taniche di 30 litri a prendere l'acqua. Abbiamo visto le immagini del Mozambico durante l'alluvione del febbraio marzo 2000 ed abbiamo visto persone bere l'acqua piena di fango, questo succede quotidianamente in Rwanda ed in gran parte dell'Africa.

I bambini non vanno solo a prendere l'acqua, vanno anche a pascolare le mucche e aiutano nei lavori domestici. Ho visto bambine molto piccole prendersi cura dei loro fratellini. Badare alla casa mentre i genitori erano nei campi a lavorare.

La maggior parte dei ragazzi Rwandesi non prosegue gli studi dopo le scuole elementari, ed all'età di 11-12 anni comincia a lavorare i campi ed a contribuire al mantenimento della famiglia. Magari recandosi al mercato portando sulla testa le verdure da vendere.
In campagna i mercati si svolgono sui prati dove ognuno stende la propria mercanzia per terra ed avvengono gli scambi e le contrattazioni. In ogni piccolo paese c'è un piccolo negozio, per lo più si tratta di chioschi ma quello che viene esposto  e venduto è veramente poco: le esigenze dei Rwandesi sono minime e nei negozietti di campagna si vende olio, sapone, petrolio per le lampade, farina, e stoffa per vestiti. Per strada è facile vedere donne che cuciono abiti per i clienti o che battono a macchina lettere e documenti.

Ci sono anche dei locali che si chiamano "cabaret" dove soprattutto gli uomini si ritrovano a bere birra di banana. La birra viene servita in una zucca svuotata e con un unica cannuccia tutti bevono a turno: un vero e proprio rito.
Lungo le strade principali spesso si trovano ragazzini che agitano i loro prodotti per attrarre i pochi automobilisti che passano. Fare la spesa in Rwanda è sempre una specie di avventura, fatta di estenuanti contrattazioni e di ricerca del prodotto migliore al prezzo più conveniente: per un europeo che visita il Rwanda può essere un diversivo divertente ma per i Rwandesi e le suore e i missionari che vivono laggiù e che devono tirare sempre la cinghia diventa quasi un lavoro.

Gli acquisti alimentari dei Rwandesi si limitano a pochi prodotti, magari quelli che non riescono a coltivare o di cui hanno esaurito la scorta. Fagioli, piselli, cavoli, patate e patate dolci, pomodori, riso e carne di capra, tuttavia il consumo di carne è raro anche per le difficoltà di conservazione visto che in campagna non esistono frigoriferi.

La carenza di carne è spesso la causa della denutrizione infantile: molti bambini soffrono di carenze alimentari, sono cioè malnutriti, talvolta i genitori non si accorgono subito dei problemi alimentari dei propri figli, specialmente nelle famiglie numerose, e quando si ammalano di denutrizione, quando si manifestano i sintomi di questa malattia: il gonfiore agli arti ed al viso e l'imbiancatura dei capelli, diventa difficile curarli, sono necessari anche alcuni mesi per la guarigione. Ho conosciuto una ragazza di circa 23 anni che non è mai uscita dalla malattia. Quando per qualche motivo mangia meno del normale dopo qualche giorno si ammala di nuovo.

Queste malattie vengono curate nei " centri nutrizionali", dove oltre alla nutrizione dei bambini malati vengono anche istruiti i genitori perchè imparino a nutrire i bambini in modo adeguato. In Rwanda è difficile trovare dei bambini vivaci con la voglia di giocare, tutti hanno problemi e diventano grandi troppo presto.

I bambini sono l'immagine che più ti rimane impressa di questo paese. I bambini che sbucano da tutte le parti curiosi di vedere un europeo.

Prima di arrivare in africa per la prima volta mi ero fatta una vaga idea del Rwanda. La prima volta che ho sentito parlare di questo paese è stato nel 1994 quando nei nostri telegiornali si cominciò a parlare di una sanguinosa guerra che si era scatenata in Rwanda. Una guerra durata un solo mese ma che ha fatto più di un milione di morti. Una guerra nata dalle differenze culturali e sociali tra due etnie: i ba-hutu ed i ba-tutsi.

Da parte di gruppi ristretti di persone appartenenti a queste etnia vennero fomentati odi ed esasperati gli eventuali dissapori. L'azione di pochi coinvolse la maggioranza della popolazione e si scatenò una guerra combattuta non solo con le armi ma con tutto quello che si trovava a disposizione. Soltanto da poco tempo il paese sta cominciando a superare gli effetti di questo conflitto, anche se gli odi e le fratture tra le due etnie sono ancora lungi dall'essere risanati.

Le altre notizie sul Rwanda mi erano giunte attraverso le lettere di una suora italiana che fu inviata in questo paese immediatamente dopo questo conflitto. Erano storie di sofferenze quotidiane, di difficoltà, storie tipiche dei dopoguerra. Accanto a queste notizie facevano da contrasto  le descrizioni dello splendido paesaggio, della bellezza delle mille colline Rwandesi.
Il Rwanda si trova come detto su un grande altopiano ma il suo territorio è variegato dalla presenza di centinaia di dolci colline, accuratamente coltivate.

La vegetazione è molto rigogliosa e si è sempre immersi nel verde, l'Africa arida e brulla in Rwanda non esiste. Le frequenti piogge rendono la zona ricca di acque, è chiamata infatti "la regione dei grandi laghi". Ad ovest del Rwanda si trovano il lago Kivu ed il lago Tanganica e ad est il lago Ihema. Due grandi fiumi dominano in Rwanda: il Njabarongo che attraversa la capitale, Kigali, ed il fiume Akagera che da il nome all'omonimo parco naturalistico. Entrambi, dopo aver attraversato una parte del territorio tanzaniano, si gettano nell'immenso lago Vittoria e da li danno vita al Nilo. In Rwanda si trovano quindi le sorgenti del Nilo.

In Rwanda i fiumi hanno dei letti immensi, le acque sono precedute da un vasto territorio di paludi e di vegetazione fluviale e per questo la navigazione sui fiumi diventa poco praticabile, per la distanza appunto tra  la riva ed il fiume vero e proprio. La navigazione e la pesca sono praticate sui laghi, tuttavia i mezzi usati sono ancora molto primitivi e privi di motore. Prima della guerra del '94 l'industria legata alla pesca era fiorente, attualmente è tutto in fase di lenta ricostruzione.

Tutte le altre attività economiche si concentrano nelle vicinanze della capitale, dove si concentra anche la maggioranza della ricchezza nelle mani di un ristretto numero di persone. Appena ci si allontana da Kigali le condizioni di vita della popolazione tornano ad essere pessime. Il governo locale concentra i suoi sforzi nelle poche cittadine e nella capitale e lascia la campagna in balia  di se stessa, le strade vengono sistemate solo dove ci sono sindaci capaci. I maggiori datori di lavoro in Rwanda, dopo lo stato, sono le missioni e le diocesi, che hanno organizzato all'interno delle loro strutture laboratori, falegnamerie e officine, scuole e mense, ecc...