| | Le Adozioni a Distanza | | | | | | | | | | Ci sono già più di mille bambini, ragazze, famiglie che avranno un futuro migliore grazie ad altrettante famiglie, associazioni, scuole e parrocchie italiane che sostengono il nostro progetto di adozioni a distanza. Ogni benefattore in Italia sostiene con un'offerta minima di 200 euro all'anno un bambino che ha bisogno di studiare o che ha bisogno per acquistare medicinali o per comprare qualche animale da allevamento per la famiglia. In molti casi poi, per ragazzi particolarmente dotati e volenterosi l'associazione, dietro suggerimento delle suore missionarie rwandesi e delle assistenti sociali, elargisce una borsa di studio per permettere il pagamento della tassa annuale d'iscrizione alle scuole secondarie. Riteniamo questa un'iniziativa molto importante, un investimento sulla futura generazione...la cultura è un punto fondamentale nella crescita di un popolo. I territori coperti dalla nostra associazione sono principalmente Cyeza e Muhura ma anche in piccola parte Mbare e Butare. I bisogni sono individuati nella quasi totalità dei casi dalle suore che li propongono al nostro gruppo che si fa da tramite per cercare un aiuto. Se intendete aiutarci anche voi inviateci via e-mail o per posta il vostro indirizzo e noi provvederemo, appena avremo un caso da sistemare provvederemo ad inviarvi le notizie e, se disponibile, una foto. Tutto il denaro che vorrete donare (partendo da un'offerta minima di 200 euro, cifra con la quale l' aiuto può essere concreto) poi verrà inviato per il caso in questione. Non sono previsti costi di gestione a carico dei benefattori, tali costi vengono coperti dai membri del gruppo tramite autotassazione. Ogni anno due nostri volontari si recano in Rwanda per incontrare tutti i bambini e portarvi le foto dei loro sorrisi.
GRAZIE
| | | | | | | | | | | | | | | | | | | | I bambini in Rwanda | | | | | | | | | | L'80% dei Rwandesi ha meno di 20 anni. Bambini dappertutto. La mattina presto li vedi sbucare da tutti i sentieri. Ognuno con la sua uniforme scolastica e con la lavagnetta su cui prendere appunti. Se rimani lì a guardare presto li vedi tornare da scuola e li vedi passare con le taniche di plastica gialla verso la sorgente dell'acqua: è il lavoro dei bambini. Spesso vedi enormi fasci di ramoscelli secchi camminare, sorretti da minuscoli bambini.
| | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | In Rwanda, come in tutta l'africa, i bambini crescono più lentamente e non sei mai capace di indovinarne l'età. I bambini li hai sempre dintorno se decidi di lasciare la finestra ed uscire per le strade di terra rossa. Bambini curiosi della tua pelle bianca. Bambini che sperano in una caramella. Capita certe volte di incrociare sguardi spenti. Enormi occhi bianchi che non sorridono: è lo sguardo della fame. Occhi incastonati in faccine dagli zigomi gonfi. Deformate dagli edemi, sintomo della carenza di proteine animali: carne, latte, uova. Questi bambini dopo il latte della mamma hanno il cibo degli adulti e non sempre riescono ad adattarsi bene. Talvolta non hanno nemmeno il cibo dei grandi e cominciano ad abituarsi a non mangiare. Risulta difficile comprendere come, in un paese dove non ci sono grandi proprietari terrieri e ogni famiglia dispone di un piccolo campo da coltivare, esistano problemi di denutrizione. Che bambini possano ancora morire di fame. La densità abitativa del Rwanda in tutta l'africa è inferiore solo all'isola Mauritius. Il terreno a disposizione di ogni famiglia è poco e talvolta in terreni impervi. Basta poco per compromettere il raccolto. Basta una cattiva stagione per non avere di che sfamarsi. Poche sono le occasioni di lavoro e le entrate di una famiglia rwandese sono minime. Il 90% dei Rwandese vive in povertà assoluta, con meno di un dollaro al giorno. I Rwanda ci si può rendere conto del livello di vita di una zona dalla vivacità dei bambini che incontri. Vivacità spesso assente. La voglia di giocare è quasi sempre sostituita dai doveri verso la famiglia, da tutte le mansioni che devono svolgere. Quando poi si gira per le piccole cittadine, assai rare in Rwanda, o per la capitale, invece si incontrano altri sguardi: sguardi da adulti in corpi di bambini. Sono bambini di strada, bambini che non hanno casa e si arrangiano per le vie. Bambini che scavano piccole fosse ai semafori per costringere gli automobilisti a rallentare e ne approfittano per rubare qualcosa. Bambini che frequentano vere e proprie scuole per ladri, che rischiano ogni giorno di finire nelle mani dei poliziotti ed inviati in qualche campo di addestramento militare. Bambini senza futuro. Prima del genocidio in Rwanda i bambini di strada non rappresentavano un fenomeno di gandi proporzioni, era nella cultura rwandese radicato il costume di accogliere gli orfani in famiglia e pochi finivano a vagare nelle strade. Il genocidio ha disgregato le famiglie e ha riportato il paese indietro di decenni. La guerra civile del 1994 ha creato un enorme numero di orfani che si sono riversati nelle cittadine e soprattutto nella capitale dove ci sono maggiori possibilità. La capitale in questi anni è cambiata molto: i segni della guerra civile sono quasi del tutto scomparsi e numerose attività economiche nascono di continuo. Il progresso dell'interno del paese non segue di pari passo quello della capitale. Il governo non investe molto in infrastrutture nelle campagne. Non si investe molto nella sanità e nella prevenzione, soprattutto dell'aids. Molti bambini sono orfani di entrambi i genitori morti di aids. Molti bambini sono ammalati di aids. Non esiste per la quasi totale maggioranza di loro la possibilità di curarsi. Agli orfani di guerra si aggiungono quindi gli orfani per questa malattia. Questi bambini e questa gente non consuma e non produce, semmai rappresenta un peso per la società. Rappresentano un peso i migliaia di bambini che con le loro mamme frequentano i centri nutrizionali: sono bambini che sono ammalati di fame, le famiglie non riescono a curarli e si rivolgono a questi centri.
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|  | | | | | | | | | | Il centro nutrizionale è nato come luogo in cui le donne ricevevano insegnamenti sulla nutrizione dei bambini e sulle norme igieniche da rispettare. Di fatto sono diventati centri in cui si distribuisce cibo ai bambini gravemente denutriti, dove si effettuano controlli periodici del peso e dell'altezza di questi bambini. Quasi tutti questi centri funzionano grazie a fondi che arrivano da organizzazioni benefiche, grazie a missionari che vi dedicano la vita. Con i progetti di adozioni a distanza si è in qualche modo potuto dare una risposta ai bisogni di molti bambini, trovare per molti di loro una strada.
| | | | | | | | | |  | |  | | | | | | | | | | Istruzioni per il pagamento delle adozioni a distanza (riservato a chi già aderisce al progetto ed ha un caso affidato)
Il pagamento delle adozioni deve essere effettuato con bonifico bancario sul seguente conto: conto corrente postale n° 58985979 intestato a AMATAFRICA (Cyeza) n° 91883959 intestato a AMATAFRICA (Muhura)
Causale: ADOZIONE N°_______ Nome e indirizzo
I responsabili in Italia Da Costa Sara (Cyeza) Loc. Crocette 11 Gallicano Lu 0583767020 e-mail: grmissio@tin.it
Anna Stefani Notini (Muhura) Filecchio Barga Lu 0583709458 e-mail: annanotini@alice.it
Per la Versilia c/o Scuola Elementare del Frasso Via Cugnia Querceta Lucca
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